Appunti per un piccolo viaggio attorno alla città e alla fabbrica

Appunti per un piccolo viaggio attorno alla città e alla fabbrica, partendo dalle più antiche e monumentali testimonianze della fatica degli uomini su questo territorio: il Dolmen di Leucaspide, posto a due passi dall’Appia e a più di tremila anni dall’oggi. Forte, impavido, protetto da una fitta boscaglia, da olivi vecchi e rugosi e da antiche leggende, oggi inserito in un parco che cerca con fatica la strada per raggiungere i passi e il cuore dell’utenza alla quale si offre.

E poi, verso nord, a cercare le masserie – gli orgnaismi architettonici, i campi, i giardini di frutti, i vigneti, le colture arboree, le aie che convivono con la modernità. Anche loro cercano una via nuova, capace di unire le storie intessute nelle pietre e impastate nella terra con una prospettiva che sia non solo di conservazione. Masseria Accetta Grande, distesa nella piana che guarda lo Ionio e gli impianti del Porto industriale, aspira con non poche difficoltà a diventare villaggio rurale; Masseria L’Amastuola si è incamminata verso la creazione di un grande centro di produzione vitivinicola. Gli esiti possono essere discutibili, ma la vista dall’alto del colle che ospitò le popolazioni indigene e i coloni greci (amichevoli? invasori?) è fantastica. Spira un vento buono, fresco anche nelle giornate più calde di agosto, rivitalizzante. Mette addosso una bella voglia di “fare”, una dolce smania di non perdere ancora occasioni per dare a questi luoghi (e ai suoi abitanti, certo) un futuro degno della storia che hanno accumulato.

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